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Pola Croazia: cosa vedere nella città dell'anfiteatro

19/08/2026

Pola Croazia: cosa vedere nella città dell'anfiteatro

Affacciata sul mare dell'Adriatico orientale, con la penisola istriana che si apre verso sud come una lingua di terra calcarea tra acque di colore cangiante, Pola in Croazia occupa una posizione geografica che ha determinato la sua storia con la stessa forza con cui il vento di bora modella la vegetazione costiera: senza compromessi, con una logica propria. Fondata dai Romani, contesa da Venezia, dall'Austria e dalla Jugoslavia nel corso dei secoli, la città porta ancora oggi le cicatrici e i monumenti di quella stratificazione, visibili in ogni angolo del centro storico, dove un portico romano può trovarsi a pochi metri da una chiesa medievale o da un caffè con tavolini di ghisa.

Chi arriva a Pola per la prima volta — spesso dopo aver sentito parlare dell'anfiteatro, che è inevitabilmente la prima cosa che viene citata — si trova di fronte a una città che funziona davvero: porto commerciale attivo, sede universitaria, città di circa sessantamila abitanti con una vita quotidiana autentica e non interamente organizzata attorno al turismo. Questo le conferisce una qualità rara tra le destinazioni della costa adriatica croata, dove molte località si sono trasformate in scenografie estive svuotate di vita reale. A Pola il visitatore cammina in mezzo alla città, non dentro una sua replica creata per uso esterno.

La visita richiede almeno due giorni pieni per essere affrontata con la dovuta attenzione: uno dedicato ai monumenti romani e all'area del centro storico collinare, un secondo da distribuire tra il lungomare, il mercato coperto, e possibilmente una mezza giornata verso il Parco Nazionale delle Brioni, raggiungibile in traghetto dalla vicina Fazana. Il ritmo ideale è lento, a piedi, con la disponibilità a deviare dalle rotte principali ogni volta che un vicolo o un'insegna invitano a farlo.

L'anfiteatro romano: struttura, stato di conservazione e uso attuale

Costruito tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., sotto gli imperatori Augusto e Vespasiano, l'anfiteatro di Pola è uno dei sei esempi meglio conservati al mondo e il solo tra i grandi anfiteatri romani a conservare intatta la parete esterna su tutti e quattro i lati, comprese le torri cilindriche che scandiscono il perimetro verso il mare; una caratteristica strutturale che lo distingue nettamente dal Colosseo, dove il lato esterno è parzialmente crollato, e dal teatro di Verona, che ha perso quasi interamente l'anello esterno. La capacità originaria si aggirava sui ventimila spettatori, una cifra notevole per una città di provincia dell'impero, giustificata dalla funzione strategica del porto polese come base navale.

Lo stato di conservazione attuale è buono per le strutture murarie esterne, mentre la cavea interna è stata in larga parte ricostruita o integrata nei decenni recenti per permettere l'uso come spazio per spettacoli: ogni estate l'arena ospita concerti, proiezioni cinematografiche nell'ambito del Pula Film Festival — uno dei più antichi festival cinematografici d'Europa, attivo dal 1954 — e rappresentazioni teatrali. Visitarlo di giorno, preferibilmente nelle ore mattutine quando la luce radente esalta le superfici in pietra calcarea locale, permette di cogliere dettagli architettonici che la folla pomeridiana tende a rendere meno accessibili; il museo sotterraneo, ricavato nelle gallerie originali, espone anfore, attrezzi e riproduzioni che aiutano a contestualizzare l'uso dello spazio nelle epoche romane.

Il Foro romano, il Tempio di Augusto e l'area del centro storico

A poche centinaia di metri dall'anfiteatro, scendendo verso il centro attraverso vie che conservano ancora il tracciato della griglia romana, il Foro di Pola occupa oggi la stessa piazza che era il cuore civico della città antica; la continuità urbanistica è qui tangibile in modo quasi fisico, perché le proporzioni della piazza, la posizione del tempio sul lato nord, l'asse viario che la attraversa corrispondono ancora alla planimetria originale, con una fedeltà che raramente si trova in altre città romane tuttora abitate. Il Tempio di Augusto, eretto tra il 2 a.C. e il 14 d.C., è una delle strutture romane meglio conservate al di fuori di Roma: la cella è rimasta intatta grazie alla sua trasformazione medievale in chiesa e poi in granaio veneziano, e la facciata con le sei colonne corinzie sul fronte è leggibile nella quasi totalità dei suoi elementi originali.

Il centro storico si sviluppa attorno alla collina del castello veneziano del XVII secolo, oggi sede del Museo Storico dell'Istria, da cui si domina il porto e l'intera baia di Pola con una panoramica che permette di leggere la topografia della città in modo molto più chiaro che dalla strada; salire fino alla sommità è utile non solo per le vedute, ma anche per capire perché Pola fosse una piazzaforte contesa: la posizione controlla l'ingresso alla baia con una precisione che nessun'altra altura nella zona può eguagliare. Il Museo Archeologico dell'Istria, ospitato nel settecentesco edificio dell'ex convento francescano, raccoglie invece la documentazione materiale dell'intera penisola istriana, con reperti che coprono un arco cronologico dal Neolitico all'epoca veneziana.

I mosaici paleocristiani e la Basilica di Sant'Eufrasio a Parenzo

Chi si trova a Pola Croazia con più di due giorni a disposizione ha la possibilità concreta di raggiungere Parenzo — in croato Poreč — distante circa sessanta chilometri verso nord lungo la costa istriana, per visitare la Basilica Eufrasiana, patrimonio UNESCO dal 1997 e uno degli esempi più completi di architettura paleocristiana con mosaici absidali in oro e tessere vitree del VI secolo: un percorso che molti visitatori trascurano perché Pola satura da sola l'agenda, ma che è difficile non raccomandare a chi ha un interesse anche minimo per l'arte tardoantica. I mosaici dell'abside centrale, con la Vergine in trono tra angeli e santi, sono paragonabili per qualità a quelli ravennati e restano sorprendentemente poco affollati rispetto al loro valore assoluto.

Il collegamento tra le due città è possibile in autobus, con corse regolari durante tutta la stagione estiva e frequenza accettabile anche in primavera e autunno; il viaggio stesso lungo la Riviera Istriana offre scorci di costa che compensano ampiamente il tempo di percorrenza. Tornando a Pola, vale la pena dedicare un'ora alla Basilica di Santa Maria Formosa, di cui rimane oggi solo una cappella del complesso originario del VI secolo, ma con mosaici pavimentali parzialmente conservati che documentano la stessa tradizione decorativa che a Parenzo ha trovato la sua espressione più completa.

Il mercato coperto, il porto e il quartiere del lungomare

Costruito nel 1903 su progetto dell'ingegnere Alessandro Deperis durante il periodo della dominazione austro-ungarica, il mercato coperto di Pola è uno degli edifici civili più interessanti della città dal punto di vista architettonico: una struttura in ferro e ghisa con influenze Art Nouveau visibili nelle decorazioni dei pilastri e nei lucernari, che ospita ancora oggi bancarelle di pesce fresco, formaggi istriani, olio d'oliva locale e prodotti stagionali; frequentarlo nelle ore mattutine — tra le sette e le nove — significa immergersi in una routine cittadina che il flusso turistico non ha ancora standardizzato, soprattutto fuori dai mesi di luglio e agosto. L'offerta gastronomica locale include il formaggio Istarski sir, prodotto con latte di ovini della penisola e stagionato in modi diversi a seconda dei produttori, e il tartufo istriano, per cui la regione ha sviluppato una reputazione fondata su produzioni di effettiva qualità.

Il porto e il lungomare si estendono verso est rispetto al centro storico, con una passeggiata attrezzata che costeggia la baia fino alla spiaggia di Valsaline; il porto turistico ospita imbarcazioni di ogni dimensione, e dalla banchina partono i traghetti per le isole Brioni, un arcipelago di quattordici isole dichiarato parco nazionale nel 1983, celebre per essere stato la residenza estiva di Josip Broz Tito fino alla sua morte nel 1980. La visita alle Brioni è organizzata in tour guidati che includono il museo, il safari park con animali esotici donati a Tito da capi di stato stranieri, e le rovine romane dell'isola maggiore: un insieme eterogeneo che riflette la storia recente dell'ex Jugoslavia in modo più diretto di qualsiasi testo storico.

Stagionalità, logistica e indicazioni pratiche per la visita

La stagione ottimale per visitare Pola in Croazia si colloca tra la fine di aprile e la metà di giugno, oppure nel mese di settembre: temperature sopportabili, strutture ricettive aperte e funzionanti, flusso turistico ridotto rispetto al picco estivo che tra luglio e agosto trasforma il centro in un imbuto di visitatori che rallenta qualsiasi forma di visita meditata. L'aeroporto di Pola — Aeroporto di Pola-Ližnjan, a circa sette chilometri dal centro — è collegato direttamente con numerose città europee durante la stagione estiva, mentre in bassa stagione i collegamenti si riducono significativamente e il transito via Zagabria o Trieste diventa la soluzione più praticabile.

L'alloggio nel centro storico permette di muoversi a piedi per quasi tutte le attrattive principali, risparmiando il ricorso ai mezzi pubblici che, pur presenti, hanno frequenze non sempre compatibili con un'agenda di visita strutturata; le strutture ricettive spaziano dai grandi resort sulle penisole a ovest della città — Punta Verudela, Medulin — a piccoli hotel e appartamenti privati nel tessuto urbano, con prezzi che nel 2026 restano generalmente inferiori rispetto a destinazioni adriatiche italiane di analoga attrattiva culturale. Il pagamento in kuna è stato sostituito dall'euro con l'ingresso della Croazia nell'Eurozona nel gennaio 2023, eliminando la complessità dei cambi che aveva caratterizzato le stagioni precedenti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.